La Fp Cgil Padova denuncia con estrema fermezza la situazione inaccettabile e profondamente rischiosa per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori dell'UOC Provveditorato ed Economato dell'Azienda Ospedaliera di Padova, impiegati negli stabili di via della Navigazione Interna 38, nella zona Industriale. La Segretaria Generale della categoria, Alessandra Stivali, e il Segretario Provinciale, Alfredo Sbucafratta, hanno oggi portato alla luce un problema di lunga data che sta mettendo a repentaglio la salute di circa quaranta dipendenti, per lo più impiegati amministrativi e personale tecnico.
Gli stabili in questione, un'ex abitazione privata convertita ad uso amministrativo, si sono rivelati strutturalmente e funzionalmente inadeguati per le mansioni svolte. "Si tratta di un problema che cittadini e comitati presenti nella zona denunciano dal lontano 2005 – spiegano Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta –, a quella data, ormai ben 20 anni fa, infatti risalgono i primi articoli della stampa locale che segnalavano la presenza di odori e miasmi proprio nell'area dove ora si trovano il magazzino, il provveditorato e l'economato dell'azienda ospedaliera. Un problema, quindi, di lunga data che non è mai stato risolto."
Da anni, le lavoratrici e i lavoratori, impiegati amministrativi e tecnici che gestiscono le forniture e le gare d'appalto dell'azienda ospedaliera – un lavoro fondamentale che muove milioni di euro – sono costretti a subire odori nauseabondi, presumibilmente provenienti da un'azienda chimica situata a pochi metri di distanza. "Sono anni che accusano malesseri come dolori alle vie respiratorie, agli occhi, sensazione di nausea e, recentemente, anche irritazioni alla pelle – continuano i due sindacalisti – ma negli ultimi quattro anni la situazione è peggiorata drasticamente. Il sospetto ricade proprio sull'azienda chimica citata prima, in quanto quattro anni fa ha avuto dei lavori proprio agli impianti dedicati all'emissione di vapori e gas nell'aria."
Nonostante le numerose segnalazioni ed esposti indirizzati all'Azienda Ospedaliera (alla quale è stato chiesto di farsi portatrice dell'appello alla Regione), all'Arpav, al Sindaco di Padova, all'ULSS e allo SPISAL, la situazione non ha registrato alcun miglioramento. "In particolare, dopo l'ennesima segnalazione, qualche anno fa l'Arpav è venuta a fare delle rilevazioni dell'aria – riferiscono Stivali e Sbucafratta – solo che in quell’occasione aveva a disposizione degli impianti di rilevamento non adatti al genere di misurazione necessaria e quindi non ha riscontrato nulla di significativo. Questo di fatto ha impedito alla Regione di concedere all’Azienda Ospedaliera di Padova, l'atto giustificativo del trasferimento di lavoratrici e lavoratori in un ambiente più salubre, dove non vi sono rischi."
L’allerta dei due sindacalisti è massima: "Siamo molto preoccupati perché, dopo tanti anni di esposizione, i dipendenti dimostrano di aver sviluppato una tolleranza per niente positiva: noi quando andiamo in quegli uffici, dopo un po' iniziamo ad avere male alla gola o a lacrimare mentre loro ormai si sono abituati e non danno i nostri segni di sofferenza. Aggiungiamo che trattandosi di personale amministrativo non è tenuto, come altri dipendenti che operano in situazioni a rischio (radiologi, personale nelle sale operatorie o nei reparti dedicati alle malattie infettive, ecc) ad essere sottoposto a screening periodici sul loro stato di salute, cioè non sono monitorati. Ma che la situazione sia preoccupante ce lo conferma la circostanza che periodicamente qualcuno stia male. In particolare, nelle giornate in cui l'aria è ferma, come è successo nelle giornate di gran caldo di qualche settimana fa, la situazione diventa insostenibile, tanto che almeno 5 dipendenti sono dovuti andare al pronto soccorso."
“Chiediamo urgentemente un intervento risolutivo da parte della Regione Veneto – concludono Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta – che conceda all'Azienda Ospedaliera la possibilità di trasferire la quarantina di dipendenti in un'altra struttura, anche in affitto, per evitare che continuino a subire questa intollerabile situazione che mette a rischio il loro benessere fisico. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non è un optional, ma un diritto inalienabile su cui non possiamo fare sconti”.
Il Servizio di 7 Gold Telepadova sul caso che coinvolge 40 dipendendenti dell'Az. Ospedaliera che operano in Zona Industriale