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Decathlon Italia, sciopero riuscito! Filcams Cgil Padova: “Presidio, al negozio di Padova: ottima la risposta di lavoratrici e lavoratori”

“Sono trent’anni che Decathlon è in Italia e oggi è stato il primo sciopero nazionale e, per quanto riguarda noi, il primo presidio organizzato davanti al suo negozio di Padova: proprio in virtù di ciò possiamo dire che la mobilitazione è andata molto bene, insomma per essere stata ‘una prima volta’, siamo molto contenti”.

È un prevalente sentimento di soddisfazione – oltre che naturalmente di rabbia e determinazione – quello che si è respirato stamane, sabato 8 giugno, davanti al negozio Decathlon di Padova, in via Venezia 104 dove una trentina, tra lavoratrici e lavoratori del negozio, insieme ai rappresentanti sindacali della Filcams Cgil Padova – e anche dalla Cgil Veneto e di altre provincie – hanno organizzato un rumorosissimo presidio che non ha potuto che attirare l’attenzione dei numerosi clienti che, come ogni sabato, affollavano lo Store e, incuriositi, hanno accettato i volantini distribuiti per spiegare le ragioni della mobilitazione.

“Fatalità vuole – ha aggiunto la RSA della Filcams Cgil Padova all’interno del negozio, Giorgia Daniele – che oggi si sposino pure due colleghi e, naturalmente, al matrimonio sono stati invitati molti membri del personale. Per cui, oggi, per il negozio Decathlon di Padova è la tempesta perfetta. Speriamo che questa protesta serva a far comprendere che siamo molto determinati ad ottenere il rispetto dei nostri diritti, altrimenti la prossima che organizziamo sarà ancora più rumorosa”.

“Un’ottima partecipazione – ha confermato la Segretaria Provinciale della Filcams Cgil Padova, Giorgia Marchioro – che speriamo serva a Decathlon a rendersi conto che i danni alla propria immagine superano di gran lunga le uscite economiche determinate dall’accoglimento delle nostre richieste. Voglio ricordare che parliamo di una realtà che l’anno scorso ha segnato un +7,3% di fatturato, eppure non è disposta neanche a versare i buoni pasto ai propri lavoratori grazie ai quali realizza, anno dopo anno, queste ottime performances”.

“Lavoratrici e lavoratori – insiste Giorgia Marchioro – che invece continuano ad essere assunti solo attraverso contratti part-time di 20/24 ore che permettono di portare a casa al massimo un migliaio di euro al mese. Troppo pochi per chi ha una famiglia. Perché è proprio di questo che si tratta: Decathlon continua a credere di avere il personale che aveva quando, circa 30 anni fa, è arrivata in Italia: un personale caratterizzato da un turn-over altissimo, costituito in prevalenza da studenti universitari, quindi giovane, sportivo, molto flessibile, inquadrato al quarto livello e per cui non era previsto nessuna crescita professionale ma che doveva solo di rispondere a tutte le esigenze dell’azienda: fare 20 ore una settimana, farne 40 in un’altra per poi, magari, stare a casa per due settimane. Si tratta di una modalità che forse poteva andare bene al personale di qualche decennio fa ma che per l’attuale, comprensibilmente, è diventato inaccettabile”.

“Senza considerare i precari – conclude il Segretario Generale del NidiL Cgil Padova, Mirco Romanato, presente anch’egli al presidio – che qui arrivano durante i picchi di lavoro, vale a dire durante l’estate e a Natale, e fanno lievitare il personale, dai circa 60 effettivi in tempi normali, a circa un centinaio. Di fatto vengono trattati come “macchine” da noleggio che quando non servono più si rimandano indietro. La maggior parte di loro sono giovani assunti tramite agenzie internali con contratti commerciali che possono essere interrotti in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, per esempio basta solo partecipare ad un presidio di protesta”. E infatti di precari, al presidio, comprensibilmente non se ne sono visti.

Il servizio di Telenordest sul presidio davanti al Negozio Decathlon di Padova

 

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